Nato in un’isola delle
Antille, allora appartenenti alla Danimarca, studiò a Parigi
dal 1842 al 1847, tornando poi a lavorare come commesso nel negozio del padre. Deciso a dedicarsi interamente
al disegno, fugge in Venezuela col pittore Fritz
Melbye nel 1853-54. Il padre accettò allora la sua vocazione
di artista e lo mandò a studiare pittura a Parigi,
dove giunse nel 1855, al momento dell’Esposizione Universale,
e scopri Courbet, Ingres e soprattutto Corot, che
conobbe e che andò piú volte a trovare. Operò successivamente
nello studio di Antoine Melbye, alla Ecole des
beaux-arts e all’Académie Suisse, ove incontrò Monet e
altri che presto sarebbero stati chiamati «impressionisti».
Dipingeva allora soprattutto paesaggi tropicali, ma anche
studi all’aperto nei dintorni di Parigi; e un suo paesaggio
di Montmorency venne accettato al Salon del 1859. Nel
1860 conobbe Ludovic Piette, che fu poi uno dei suoi
amici piú fedeli e che lo ospitò regolarmente con la famiglia
nella sua proprietà di Montfoucault (Mayenne) fino
alla sua morte nel 1877. Non conobbe lo sprezzo degli
ambienti ufficiali, poiché, benché esponesse al Salon des
Refusés dal 1863 e non venisse ammesso nel 1867, fu regolarmente
presente al Salon dal 1864 al 1870.
I primi paesaggi rivelano l’influsso di Corot, di cui si dichiarò
allievo fino al 1865, ma anche di Courbet, di cui
riprese le composizioni salde e i vigorosi contrasti, il che
gli procurò la disapprovazione di Corot. Impiegò, per
qualche tempo, la spatola, e una Natura morta (1867: Toledo,
Ohio, am) dimostra l’influsso che poté esercitare su
Cézanne. Si stabilì a Pontoise nel 1866, poi a Louveciennes
nel 1869, dedicandosi a rappresentare il paesaggio circostante
(Strada a Louveciennes (1870: Parigi, mo), Diligenza
a Louveciennes (ivi), Strada da Versailles a Louveciennes
(1870: Zurigo, coll. Bührle).
Durante la guerra franco-prussiana del 1870 si rifugiò
presso Piette in Mayenne, e poi a Londra, dove ritrovò
Monet e conobbe Durand-Ruel, che gli comperò due tele;
nei musei scoprì i paesaggisti inglesi e si interessò particolarmente
a Constable. Tornato in Francia, ebbe la sgradevole
sorpresa di trovare la sua casa saccheggiata e distrutte
moltissime tele che vi aveva lasciato.
Tornato in Francia si stabilì a Pontoise, lavorando anche
a Osny e ad Auvers. In questo periodo fecondo, P sviluppò
ricerche in sintonia con quelle degli impressionisti
e, dal 1874, partecipò a tutte le loro manifestazioni.
S’interessa allo studio dei riflessi sull’acqua (la Senna a
Marly, 1871: Gran Bretagna, coll. priv.; l’Oise nei dintorni
di Pontoise, 1873: Williamstown, Clark Art Institute); ma
la sua attenzione va soprattutto agli aspetti cangianti del
suolo e della natura, dipingendoli in una ricca gamma a
base di bruni, verdi e rossi. Tra i numerosi dipinti di questo
periodo si collocano la Strada di Rocquencourt (1871:
New York, coll. priv.), l’Entrata al villaggio di Voisins
(1872: Parigi, mo), la Strada di Louveciennes (ivi), la Strada
da Gisors a Pontoise, effetto di neve (1873: Boston, mfa),
la Mietitura a Montfoucault (1876: Parigi, mo), Orti, alberi
in fiore (1877: ivi), i Tetti rossi. Angolo di paese, effetto invernale
(1877: ivi).
Oltre alla ricchezza e all’esattezza dell’osservazione, colpisce
in queste opere la magistrale saldezza dell’esecuzione
e della composizione, che influenzò molto Cézanne,
con il quale l’artista operò spesso e che incoraggiò a dipingere
all’aperto. Fu pure uno dei primi maestri di Gauguin,
che invitò a partecipare alla quarta Esposizione impressionista
del 1879. A capo di una numerosa famiglia,
ebbe gravi difficoltà finanziarie nel 1878; e per la prima
volta il suo naturale ottimismo fu scosso. In questo periodo
si dedicò attivamente all’acquaforte, accanto a Degas
e a Mary Cassat.
Durand-Ruel gli aveva dedicato una mostra che ebbe un
certo successo; P poté così comperarsi una casa a Eragny.
Interessato a tutte le tecniche nuove, conobbe Signac e
Seurat, i cui nuovi metodi gli piacquero, e cominciò a dipingere
tele divisioniste verso la fine del 1885, presentandole
all’ottava Esposizione impressionista del 1886 accanto
a quelle dei suoi nuovi amici. Continuò su questa strada
per qualche anno: Donne in un campo (1887: Parigi,
mo), l’Isola Lacroix, Rouen effetto di nebbia (1888: Philadelphia,
am). Sia perché queste tele non trovarono acquirenti,
sia per la lentezza d’esecuzione che il procedimento
gli imponeva, P finì per abbandonare il divisionismo attorno
al 1890, riprendendo la sua antica maniera, arricchitasi
grazie a quella esperienza. Una grande retrospettiva
presso Durand-Ruel nel 1892 ebbe autentico successo.
In seguito P si concentra sull’esecuzione di serie di tele su
uno stesso motivo, generalmente urbano, nel corso dei
vari soggiorni a Parigi, Rouen e Dieppe: il Grand-Pont a
Rouen (1896: Pittsburgh, Carnegie Institute), il Ponte
Boieldieu a Rouen, Sole al tramonto (1896: Museo di
Birmingham), la Chiesa di Saint-Jacques a Dieppe (1901:
Parigi, mo). Le serie piú importanti restano quelle dei
vari luoghi di Parigi, che egli rappresenta uno dopo l’altro
dal 1893; sono vedute dall’alto, prese da camere che
danno sulle strade piú frequentate della capitale: anzitutto
rue Saint-Lazare nel 1893 e nel 1897; poi i grandi boulevards
(Boulevard des Italiens, Parigi, mattina, effetto di
sole, 1897: Washington, ng). Dopo l’hôtel du Louvre nel
1897-98, è la volta di place du Théâtre-Français e
dell’Avenue de l’Opéra: Place du Théâtre-Français, primavera
(1898: San Pietroburgo, Ermitage), Place du Théâtre-Français, effetto di pioggia (1898: Minneapolis, Institute of
Arts).
Nel 1899-1900 la sua attenzione è attratta dal giardino
delle Tuileries e dal Carrousel, visti da un
appartamento al n. 204 di rue de Rivoli: il Carrousel,
mattino d’autunno (1899: coll. priv.), la Vasca delle Tuileries,
nebbia (1900: ivi). L’inverno seguente lo vede abitare
in piace Dauphine, di fronte al Pont-Neuf e al Louvre;
Veduta della Senna dal terrapieno del Pont-Neuf (1901: Basilea,
Fondazione Staechelin), il Monumento a Enrico IV e
il pont des Arts (ivi). Nel 1903 si trova in un albergo del
quai Voltaire, sulle banchine della Senna: il Pont-Royal e
il padiglione di Flora (Parigi, Petit Palais). Nuclei consistenti
delle sue opere (dipinti, disegni e acquerelli, acqueforti
e litografia) sono pervenute al mo di Parigi – in
seguito alle donazioni Caillebotte, Camondo e Personnaz
–, in Gran Bretagna (Tate Gall.; Oxford, Ashmolean Museum),
dove viveva il figlio Lucien, che donò un certo numero
di opere, e negli Stati Uniti (New York, mma). Un
primo catalogo delle sue opere fu redatto nel 1939 dal figlio
Ludovic-Rodo e da Lionello Venturi.